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Alieni iuris, lo scriviamo per chi avesse fatto studi diversi dai
nostri, è un brocardo latino che descrive la condizione di colui il quale si
trovi soggetto al potere altrui.
Quelle che seguono sono situazioni realmente accadute
nei tribunali italiani che vedono il Dominus dello Studio Legale Falcetta
effettivo protagonista o testimone indignato e qualificato.
GIP e PM = Colleghi?
Leggo un’intervista
del Dott. De Magistris che, in un Convegno di magistrati, si rivolge alla
Dott.ssa Forleo chiamandola “Collega”. Un PM è dunque Collega di
un GIP ? Mi dispiace, ma come dice il mio amico e Collega (lui si) Giosuè
Naso, si deve arrivare al punto che PM e Giudici si diano del “Lei”.
La battaglia per la separazione delle carriere deve continuare anche e
soprattutto in termini culturali
Multe e cartelle pazze
Ho già scritto in altri siti giuridici che a
mio parere intimare il pagamento di multe scadute, o pagate, o annullate dal
giudice di pace è suscettibile di denunzia penale avendo la Suprema Corte
stabilito (si veda ad esempio sez. VI penale n. 29704 del 16/7/03) che il
reato di estorsione di cui all'art. 629 c.p. si configura anche in capo a
colui che persegua un ingiusto profitto "mediante minaccia attuata con
il ricorso ad azioni giudiziarie infondate e pretestuose"
Banche, tribunali e pignoramenti
Apprendo dall’ennesima illuminata
denunzia dell’Adusbef che una delle società che gestiscono le aste
immobiliari dei Tribunali è controllata dall'Associazione delle Banche
Italiane (ABI)…ci volevano Adusbef e Striscia la Notizia per
scoprirlo..ma non sarebbe spettato alle Istituzioni verificare chi fossero i titolari
delle quote sociali ? Oggi abbiamo dunque l’assurdo che i pignoramenti
delle Banche contro le famiglie che non riescono a pagare i mutui sono
gestiti da una Società che non ha alcunchè di “terzo ed
imparziale”….più volte le Banche avevano tentato di allungare le
loro mani anche sui Tribunali, ma mai in modo così scoperto ed efficace..
Violenza
alle donne
La ragazza uccisa a Genova dall’ex fidanzato aveva presentato
diverse denunzie; lo stesso aveva fatto la donna ferita pochi giorni fa
all’interno di un Aula del Tribunale di Reggio Emilia; io ho presentato
denunzie per donne esposte a rischio di ritorsioni da parte di ex mariti o
fidanzati violenti, ma in tali casi non risulta che la competente Procura
della Repubblica avesse richiesto l’emissione di un “ordine di
protezione”, nè tantomeno eguale iniziative risulta essere stata
assunta dagli Avvocati di parte civile : non esiste solo il carcere quale
difesa dei più deboli ed è stupido a mio parere dire cercare di risolvere il
problema parlando di nuove leggi con il solo effetto di aumentare il consenso
politico : esistono già ora regole e sistemi intermedi di tutela, sarebbe
sufficiente leggerli, studiarli ed applicarli, sia da parte degli Avvocati
che da parte dei Magistrati..
Scarcerazioni
facili,
offensiva mediatica : cui prodest?
Secondo i genitori della ragazza uccisa dall’ex fidanzato, il vero
assassino sarebbe il pubblico ministero che non ne aveva chiesto
l’arresto prima che costui realizzasse il proprio intento omicida,
sebbene fossero state presentate molte denunzie.
Come sempre ogni ragionamento su di un problema vero, qui in Italia lo si
fa solo ed esclusivamente per trarre dei vantaggi a favore della propria
parte politica, per cui la destra dice che i magistrati si dimenticano di
tutelare I cittadini comuni perchè gli interessa perseguire soltanto
Berlusconi mentre la sinistra, come al solito, risponde che i magistrati
hanno sempre ragione punto.
Niente di nuovo ma come sempre tutto inutile, ragion per cui si sappia :
a) che esiste una legge in forza della quale è possibile richiedere sia
al giudice penale che al giudice civile l’emanazione di
un’ordinanza c.d. “di protezione”,
b) con tale provvedimento, emesso sulla base di accertamenti veloci e
dunque piuttosto agile, il G.I.P. (nel penale) o il Giudice della causa di
separazione (nel civile) diffidano il soggetto a non avvicinarsi alla vittima
ed in caso di contravvenzione a tale ordine scatta automaticamente
l’arresto, con facoltà per le Forze di Polizia di intervento immediato
ed autonomo,
c) avevo scritto questa legge, ispirandomi ad analogo istituto del
diritto nordamericano, per un deputato della destra ma evidentemente non era
interessato al tema delle violenze domestiche o contro soggetti deboli,
ragion per cui mi ripresi il progetto di legge e lo consegnai a un senatore
della sinistra : oggi è legge dello Stato,
d) nel penale tale ordinanza di protezione può essere richiesta dal
pubblico ministero ma anche l’avvocato che assiste la vittima può
formalmente sollecitarne l’emanazione.
Non entro nel merito del caso specifico di cui non conosco le carte, ma
dico soltanto che un buon cronista di giudiziaria dovrebbe conoscere le leggi
prima di dare fiato alle trombe ospitando dichiarazioni prive di senso dalla
destra e dalla sinistra.
E aggiungo, come sempre controcorrente, che un po' più di coraggio e di
competenza tecnica da parte di tutti gli operatori del Diritto gioverebbe ad
impedire queste tragedie, e che se proprio dunque si vuole armare un plotone
d’esecuzione sarà meglio prima mettere al muro, in compagnia di quel
pubblico ministero, anche qualche mio Collega
Indagini
difensive
con sentenza del 2007 la Corte
di Cassazione ha stabilito che l’avvocato che intenda escutere un
testimone nel corso della fase delle indagini preliminari deve, onde
ottenerne la convocazione forzata da parte del pubblico ministero, indicare a
quest’ultimo le circostanze sulle quali svolgerà il proprio
interrogatorio. Come noto, invece, sul pubblico ministero non grava eguale e
simmetrico onere con riferimento ai propri testimoni: l’effetto è
dunque che le indagini della Procura restano segrete mentre quelle
dell’avvocato no. Evviva la pari dignità tra accusa e difesa!
Le
forme in diritto sono anche sostanza
In aula di udienza respinge tutte le eccezioni sulle violazioni di regole
procedurali effettuate dalla Procura, i termini di custodia cautelare stanno
per scadere e sembra che la sola ed unica cosa che gli interessa non sia di
celebrare un giusto processo, bensì di trattenere in arresto gli imputati.
E’ seduto con aria serena e falsamente rassicurante mentre fa
scempio del diritto, indossa una giacca blu con la cravatta.
Quando si alza sembra un mezzobusto di certi telegiornali : ha jeans
sdruciti e scarpe da tennis sporche e logore che mi ricordano le mie di
quando, in adolescenza, tiravo calci al pallone ovunque mi trovassi, ma qui
non siamo su un prato, qui siamo in tribunale. Osservandolo mi convinco che
gli basta levarsi la giacca per essere pronto ad entrare in un centro
sociale, e questo in un giudice non mi piace, io non vengo mai in tribunale
con i jeans.
Avv.
Andrea Emilio Falcetta
P.S. : tutto ciò che ho
detto qui è testimoniato da documenti che conservo, ricordo a me stesso che
chi sia denunziato per diffamazione dispone dello strumento difensivo della
exceptio veritatis. Aggiungo inoltre che per un vero giurista la forma, ogni
tipo di forma, è sempre posta a tutela di una sostanza, e che il Tribunale
pur non essendo una Chiesa andrebbe comunque rispettato anche con un adeguato
abbigliamento, visto che all’interno di esso si celebra il compito più
delicato che esista, quello di un simile che decide della libertà del proprio
simile. A meno che chi giudica non si ritenga legibus soluto, non soltanto
mentre procede in diritto, ma anche rispetto alle regole del buon gusto e
della buona educazione.
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